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9 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:38
“Patrimoniale alla francese? A Parigi a metà dell’800 si discute delle imposte progressive, patrimoniali. Arriva Carlo Marx e dice che sono tutte stupidate, perché la proprietà è un furto. Io credo che la patrimoniale sia una stupidata perché, in un mondo dove la ricchezza circola, nessuno stato, nessuna entità politica la può controllare con la logica della patrimoniale”. Giulio Tremonti, tributarista di Sondrio già ministro dell’Economia con Silvio Berlusconi, non è mai stato un fan della patrimoniale. In passato l’ha definita una “cazz … abissale” che, diceva, era chiesta dalle élite per poi farla pagare solo ai poveri. Ma si riferiva a un prelievo forzoso in stile Giuliano Amato e non a un’imposizione selettiva sui grandi patrimoni. Oggi che la ‘tassa sui ricchi’ è tornata sulla bocca dei politici, l’onorevole convertito Fratelli d’Italia non ha cambiato idea e ribadisce il concetto dall’alto dei suoi 2,1 milioni di euro di reddito dichiarato per il 2024. E conferma indirettamente quanto diceva nel 2020 sulla posta del bilancio dello Stato destinata alle donazioni dei ricchi del Paese che lì giaceva a quota zero.












