«Siamo in totale emergenza, per le imprese, le famiglie e una emergenza sicurezza. Sono tre emergenze che vanno risolte con la legge di bilancio. La soluzione può essere anche una super-patrimoniale, ma se andiamo a cubare, io l’ho valutata quando ero premier, non è risolutiva. Questi patrimoni super tassati non daranno grandi risorse per risolvere le emergenze». Lo scetticismo che non ti aspetti sulla patrimoniale arriva dal leader M5s. Nell’intervento odierno all’Aria che tira, su La 7, Giuseppe Conte è stato ancora più cauto dei mesi scorsi quando parlò della necessità di «lavorare a livello globale per introdurre forme di tassazione che contrastino in radice il capitalismo parassitario, ma in modo intelligente» senza far scappare gli investitori e quindi «a livello globale o in una dimensione quanto meno europea». Conte, sui temi del fisco e dell’immigrazione, si pone a “destra” del Pd di Schlein. Una profilo “moderato” che potrebbe tornare utile per intercettare consensi in vista delle possibili primarie di coalizione per scegliere il candidato progressista in vista delle elezioni politiche del 2027

Landini insiste: prelevare 1% ai 500.000 italiani ricchi

Eppure la patrimoniale, dopo che il neosindaco socialista di New York Zohran Mamdani ha lanciato la proposta di aumento del 2% dell’imposta sul reddito cittadino per chi guadagna oltre 1 milione di dollari (per finanziare le misure sociali promesse per i redditi medio bassi) è sempre più d’attualità a sinistra. Il tema è molto caro ad Avs, che vorrebbe la patrimoniale anche solo in Italia. Ed è stato rilanciato oggi dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, che parlando al Palasport di Firenze nell’assemblea coi delegati riuniti sulla legge di bilancio (con tanto di sciopero generale proclamato per il 12 dicembre), ha ricordato: «Abbiamo avanzato una proposta, un contributo di solidarietà che riguarda l’1% dei cittadini italiani. Stiamo parlando di 500mila persone che sono ricche: stiamo dicendo che, per chi ha una ricchezza superiore ai 2 milioni, basterebbe un loro contributo al fisco di un 1% per poter avere 26 miliardi da investire nella sanità, per le assunzioni, sulla scuola, per aumentare gli stipendi a tutte le persone»