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La sostenibilità non può essere solo ambientale. Deve essere anche sociale e produttiva, perché senza la solidità delle imprese e senza il presidio dei territori non esiste futuro verde possibile
Per ogni tonnellata di emissioni tagliata nell’Unione Europea nel 2024, il mondo ne ha aggiunte dieci. Un dato che racconta l’urgenza di una riflessione profonda, perché la transizione ecologica resta una priorità assoluta, ma non può essere un percorso solitario. Serve un’Europa che accompagni e non penalizzi, che premi chi investe, innova e produce in modo sostenibile. Un’Europa che lavori in collaborazione con il mondo, non contro di esso ma neppure contro sé stessa. L’Europa ha scelto la via della transizione con coraggio e visione, ma anche con spinte ideologiche che rischiano oggi di farne l’unico continente a sostenere i costi più alti del cambiamento, mentre altrove – pensiamo a Cina e India – le emissioni aumentano e parte della manifattura europea si delocalizza, attratta da regole ambientali meno stringenti e costi inferiori.






