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Il nostro obiettivo è chiaro. Bisogna coniugare sostenibilità ambientale, competitività industriale e tutela sociale

Il definitivo superamento del divieto di vendita delle auto con motori termici nel 2035 non è un passo indietro sulla transizione ecologica, ma un atto di responsabilità verso l’Europa reale. È la risposta a un errore di impostazione che rischiava di colpire al cuore l’industria automobilistica, l’occupazione e le famiglie, senza garantire benefici ambientali proporzionati. Oggi, grazie alla revisione proposta dalla Commissione europea a seguito delle forti pressioni esercitate dal gruppo Ppe, si apre finalmente una stagione di maggiore realismo.

Per anni abbiamo sostenuto, come Forza Italia all’interno del Partito Popolare Europeo, che fissare per legge una data di «fine» per il motore termico fosse una scelta ideologica, non fondata sull’evoluzione del mercato e della tecnologia. Il confronto con le imprese, con i lavoratori e con i territori ha confermato le nostre preoccupazioni: il sistema produttivo europeo non era pronto a sostenere un cambiamento così rigido e unidirezionale, soprattutto in assenza di infrastrutture adeguate e di costi sostenibili per i cittadini.