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La foglia di fico della neutralità tecnologica non basta a nascondere la paura di dire al mondo che per salvare l’industria e i lavoratori europei occorre abbandonare l’illusione di salvare il pianeta

La tanto invocata «neutralità tecnologica» è priva di fondamento. Applicata alle macchine, l’espressione punterebbe (condizionale, vedremo perché) a mettere in discussione il motore elettrico come unica opzione possibile per l’obiettivo ecologico di avere un’auto green.

Tutto nasce dal Fit-for-55, il pacchetto di norme del Green Deal che ha messo fuori mercato l’industria automobilistica europea, lanciandola su un binario morto dove non ci sono clienti. Secondo quanto riportato dall’Europarlamento, la norma prevede che «a partire dal 2035, tutte le nuove auto in arrivo sul mercato devono essere a emissioni zero e non possono emettere CO2. In questo modo si potrà garantire che entro il 2050 il settore dei trasporti possa diventare a emissioni zero». Già questo obiettivo è abbastanza infondato a causa di un errore di lettura della realtà.