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Anni e anni di politiche e di retorica hanno prodotto una cultura diffusa e un tessuto d'interessi schierati a difesa dell'ideologia ambientalista
Un po' alla volta in Europa sta emergendo la consapevolezza che il "green deal" sia da ripensare. Non a caso alla recente New York Climate week l'Europa s'è limitata all'ennesima dichiarazione d'intenti, tanto più che sono numerosi gli uomini d'impresa che hanno preso le distanze dalle politiche comunitarie in tema di riscaldamento globale. Già un anno fa un sondaggio condotto in Germania tra i responsabili delle maggiori aziende aveva rivelato che la transizione verde non è tra le cinque priorità.
Molti capiscono che al di là di ogni disquisizione sull'origine antropica o meno del cambiamento climatico, gli sforzi europei per limitare il CO2 sono irrilevanti su scala globale e non è detto che sia razionale destinare tante risorse in quella direzione, invece che puntare a interventi che impediscano le peggiori conseguenze del cambiamento climatico.






