Dietro il termine “ambizioso” spesso si dovrebbe leggere l’invito a fare presto o non si otterranno i risultati sperati. Gli ultimi indicatori Digital Decade 2030 della Commissione Ue, l’affresco più aggiornato sul percorso europeo nella transizione digitale, paiono dare proprio questa indicazione. Scrutati dalle lenti degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, gli obiettivi comunitari per la digitalizzazione al 2030 si pongono come “ambiziosi”, in particolare sui temi dell’inclusività e della resilienza. Il Vecchio continente si presenta ancora con divari nazionali significativi, nonostante un leggero miglioramento complessivo. Per gli amanti delle classifiche, l’Italia si posiziona nella fascia medio-bassa con un miglioramento di tre punti percentuali rispetto allo scorso anno, ma dietro i tradizionali competitor: con 52 punti su 100 si langue più vicini al fondo della classifica che alla media europea (60), staccati dai 59 della Francia e i 58 della Germania.
Ulteriore stimolo a fare bene, guardando ai Paesi leader per ogni pilastro digitale: il Portogallo alla voce delle infrastrutture (punteggio di 96%), per le competenze la Finlandia (56%), per le imprese la Danimarca (52%) e per i servizi pubblici l’Estonia (97%).







