La digitalizzazione italiana viaggia su due corsie parallele: da una parte la connettività, veloce e diffusa; dall’altra le competenze e le imprese, lente e frammentate. Il nuovo rapporto annuale “Sui bit della competitività. Competenze e infrastrutture digitali per un’Italia che guarda al futuro”, realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) nell’ambito dell’Osservatorio sulle reti e i servizi di nuova generazione, racconta la distanza tra infrastrutture che corrono e competenze che arrancano: un Paese connesso, ma non ancora davvero digitale.

Connettività: l’Italia tra i migliori in Europa, ma solo 14ª per sviluppo delle reti

L’Italia si conferma tra i Paesi più avanzati d’Europa per copertura mobile e reti ultraveloci, ma resta indietro nell’utilizzo effettivo dei servizi digitali. Secondo l’Ultrabroadband Index 2025 dell’Istituto per la Competitività (I-Com), il nostro Paese scende al 14° posto in Europa per sviluppo complessivo delle reti, perdendo tre posizioni rispetto all’anno precedente.

La copertura 5G raggiunge ormai il 93% delle aree urbane e il 74% di quelle rurali, ma in gran parte si tratta ancora di infrastrutture non standalone, cioè reti che si appoggiano alla tecnologia 4G e non permettono di sfruttare pienamente le potenzialità del 5G “puro”, come la bassa latenza e l’elevata capacità di connessione simultanea.