Lo shutdown negli Stati Uniti non rimane un fenomeno confinato alle dispute politiche di Washington (e alle conseguenze negli Usa, vedi le centinaia di voli cancellati negli ultimi giorni).
Gli effetti del blocco temporano di molte attività del governo federale per la mancata approvazione della legge di bilancio si fanno sentire anche in Italia.
Nel nostro Paese migliaia di lavoratori civili non statunitensi sono impiegati nelle basi militari americane. Personale amministrativo, tecnico e logistico che, pur non indossando una divisa, rappresenta un ingranaggio essenziale del funzionamento quotidiano delle strutture delle Forze Armate Usa sul territorio italiano. E che, in caso del blocco federale prolungato, rischia riduzioni di orario, sospensioni temporanee o ritardi negli stipendi.
Dal 30 Ottobre scorso sono 409 i lavoratori italiani della Base Usaf di Aviano (Pordenone) alle dipendenze dello stato americano ai quali non è stato pagato lo stipendio a causa dello shutdown statunitense. Una situazione che riguarderebbe anche un altro migliaio di lavoratori nel resto d'Italia. Nonostante gli incontri dei sindacati - in particolare ieri con il Vice comandante della Base - non si hanno notizie in merito a un eventuale pagamento dello stipendio, né indicazioni sul futuro. Oggi si è svolta una partecipata assemblea dei lavoratori aperta anche ai politici locali, a tratti con confronti anche polemici, per trovare una soluzione. Alcuni lavoratori sottolineano che al mancato versamento della paga si sommano le spese quotidiane, più di qualcuno per raggiungere la Base deve percorrere decine di chilometri. Forme alternative di prestazione di opera, come il telelavoro, non sono contemplate.













