Lo shutdown negli Stati Uniti non rimane un fenomeno confinato alle dispute politiche di Washington (e alle conseguenze negli Usa, vedi le centinaia di voli cancellati negli ultimi giorni).
Gli effetti del blocco temporano di molte attività del governo federale per la mancata approvazione della legge di bilancio si fanno sentire anche in Italia.
Nel nostro Paese migliaia di lavoratori civili non statunitensi sono impiegati nelle basi militari americane. Personale amministrativo, tecnico e logistico che, pur non indossando una divisa, rappresenta un ingranaggio essenziale del funzionamento quotidiano delle strutture delle Forze Armate Usa sul territorio italiano. E che, in caso del blocco federale prolungato, rischia riduzioni di orario, sospensioni temporanee o ritardi negli stipendi.
Il nostro Paese ospita alcune delle più importanti installazioni statunitensi in Europa: dalla base aeronautica di Aviano (PN) al comando dell’Esercito a Vicenza (Caserma Ederle e Camp Del Din), passando per la grande base navale di Sigonella (CT), il quartier generale della Marina USA a Napoli (Lago Patria / Capodichino), fino all’area logistica di Camp Darby tra Pisa e Livorno. Qui lavora una comunità stabile di dipendenti italiani che, a ogni serrata federale, come l'ultima particolarmente rilevante, si trova direttamente esposta a decisioni politiche prese a migliaia di chilometri di distanza.













