«È un mondo diverso rispetto a quello cui eravamo abituati. È stato smantellato un ordine mondiale ed è stato sostituito da un disordine mondiale. Ma soprattutto non è nella volontà delle parti individuare un nuovo ordine. La situazione quindi è difficile da gestire, perché l’instabilità che crea si somma a quelle endemiche del momento, clima, immigrazione, tensioni sociali. Il rischio sistemico è aumentato tantissimo, un fenomeno che si aggiunge alle emergenze non prevedibili». Andrea Illy ha uno sguardo globale sul mondo, presidente dell’azienda di famiglia, nata nel 1933, che nel 2024 ha fatturato 630 milioni di euro, leader nel settore del caffè.

C’è un numero con cui, inoltre, si devono fare i conti: «Il costo della materia prima è cresciuto tre volte rispetto alla media storica. È un effetto della speculazione. C’è una finanziarizzazione dell’alimentazione che si realizza sulle spalle dei contadini e dei consumatori, un fenomeno che si è avviato negli ultimi decenni ma che oggi è sempre più forte», spiega Illy, che è anche co-Chair della Regenerative Society Foundation. Ed è proprio l’economia rigenerativa la parola chiave e il pilastro della sua strategia, da unire ad una necessaria resilienza: «Sono due componenti indispensabili per farsi condizionare il meno possibile dalle turbolenze del presente e guardare al lungo termine. Cambiando anche il modello di sviluppo: la nuova sfida è rigenerare l’ambiente. Non è solo un tema di sostenibilità, ma anche di competitività. Il modello attuale lanciato 150 anni fa ha creato uno sviluppo monetario, ma non condizioni di vivibilità. Occorre un modello che crei un ciclo virtuoso».