Una tempesta perfetta fatta di speculazione finanziaria, crisi climatica nei Paesi produttori, blocchi logistici e nuove normative europee che rischiano di strangolare la competitività delle aziende italiane, con queste ultime che vedono i loro margini di guadagno sempre più sotto pressione, tra prezzi alle stelle per il caffè verde - con aumenti record sia per l’arabica che per la robusta - e consumi in stallo.
È il quadro tracciato dal Comitato italiano del caffè di Unione Italiana Food, in vista della due giorni a Palazzo Pucci a Firenze che riunisce i vertici di 65 aziende rappresentanti circa l’80% del mercato nazionale.
«Il caffè è un prodotto amatissimo, ma anche molto fragile. In questo momento è minacciato da molteplici fattori», commenta Giuseppe Lavazza, presidente del Comitato, descrivendo una situazione in cui «l’insieme di questi fenomeni ha provocato un aumento record del prezzo per entrambe le varietà di caffè verde e conseguentemente un’esplosione dei costi di approvvigionamento di tutto il settore con gravi problemi di liquidità e contrazione dei margini. A valle si sta verificando una progressiva diminuzione trasversale dei consumi dovuta al tentativo di adattamento delle abitudini di acquisto da parte del pubblico al nuovo scenario di mercato».








