«Non possiamo più misurare il valore del caffè solo in tonnellate o in dollari. Davanti alle sfide di oggi — inflazione, scarsità di risorse, cambiamento climatico — dobbiamo ripensare il valore che ogni chicco genera lungo la filiera e distribuirlo in modo più equo». A spiegarlo è Vanúsia Nogueira, direttrice esecutiva dell’International Coffee Organization, l’ente internazionale nato in collaborazione con l’Onu per migliorare la cooperazione tra i paesi che producono, distribuiscono e consumano caffè.
Nogueira è stata ospite il 7 ottobre dell’evento “The Coffeeprint of Tomorrow” alla Nuvola Lavazza di Torino, in occasione dei 21 anni della Fondazione Lavazza. Un summit internazionale per parlare del futuro del caffè, tra sostenibilità, giustizia sociale e geopolitica delle nuove rotte commerciali. Nogueira ha invitato a considerare il caffè come un ecosistema, in cui ogni attore — dai piccoli produttori alle multinazionali — contribuisce al valore collettivo. «Sentiamo le nuove pressioni già nei campi: la siccità e le piogge irregolari riducono la produttività, mentre i costi aumentano ovunque. Dobbiamo ridistribuire il valore lungo tutta la catena, o non ci sarà un futuro per i piccoli produttori».






