Non saremo dalle parti del "patriarcato" usato come clava politica, ma quando Silvia Salis unisce nel suo ragionamento i partiti di destra e le donne ci si avvicina in maniera piuttosto preoccupante. L'intervista a La Stampa della sindaca di Genova, sempre più lanciata come tuttologa nel panorama nazionale, sembra essere una conferma delle ambizioni romane della ex campionessa dell'atletica azzurra.
La Salis lancia un appello alle donne in Parlamento, da Meloni a Schlein "affinché insistano per un fronte comune e, soprattutto, affinché coinvolgano i colleghi: questa battaglia riguarda tutti. Bisogna iniziare ad avere la lungimiranza e il coraggio di trattare la parità di genere non solo come tema sociale ma anche economico: ci dobbiamo investire centinaia di milioni di euro perché finché ci sarà un Paese dove metà della popolazione andrà a un terzo della velocità a cui potrebbe andare, saremo un Paese affaticato e in ritardo".
Le pari opportunità, sottolinea, "vogliono dire proprio poco, io dico sempre che più un Ministero per le pari opportunità ne servirebbe uno per le pari probabilità. Ci mancherebbe che mi dici che non posso diventare amministratrice delegata, ma voglio vedere che probabilità ci sono che io lo faccia. Quello che manca alle donne oggi è la stessa probabilità di un uomo di accedere alle cariche più importanti, e allora ci vorrebbe un ministro che se ne occupi".







