Da Silvia Salis, ospite di Piazzapulita su La7, arriva un'altra bella botta al castello di carte di Elly Schlein e del Pd. La sindaca di Genova, fin dalla sua elezione assai attiva nel dibattito nazionale tanto da venire indicata da molti come possibile candidata premier del campo largo, dice un secco no alle primarie di centrosinistra. Un rifiuto che assomiglia tanto a una auto-candidatura da premier senza passare dalle forche caudine del voto degli elettori.

"La sinistra e in generale il campo progressista credo abbiano bisogno di unione - premette -. Le primarie sono uno strumento divisivo, perché se ci pensate per uno o due mesi bisogna andare in giro a dire perché tu sei meglio dell'altro candidato del campo progressista, quindi in qualche modo banalizzando ne devi parlare male".

"E' quello che succede in America per esempio, con la democrazia americana", la stuzzica il padrone di casa Corrado Formigli. La Salis però puntualizza: "Sì ma qua è molto diverso, quella è una discussione all'interno della stessa entità politica, qui sono partiti diversi e leader di partiti diversi che si mettono l'uno contro l'altro. Ma in generale è proprio la discussione, gli Stati Uniti sono formati su questa dialettica. Invece se ci facciamo caso le primarie le fa solo il centrosinistra, la destra no. Quindi..."