Per descrivere la rete che sostiene Silvia Salis, perché non c’è dubbio che attorno alla sindaca di Genova si stia muovendo un mondo composito e sempre più numeroso, bisogna partire dal suo curriculum. Atleta olimpica, poi dirigente sportiva (è stata vicepresidente vicario del Coni, quando a guidarlo era Giovanni Malagò), quindi candidata di una coalizione larghissima che l’ha portata a riconquistare Genova col centrosinistra. Se ne parla poco, ma proprio l’esperienza al Coni è stato uno snodo nevralgico nella sua storia. È lì che Salis, a soli 35 anni, dopo aver scalato la carriera sportiva fino alle Olimpiadi, ha iniziato ad applicare al campo amministrativo quello che lo sport le aveva insegnato: determinazione, disciplina, volontà, obiettivi.

Come lei stessa spiega nella biografia pubblicata nel suo sito, da vicepresidente del Coni ha imparato a gestire «una complessa macchina amministrativa, confrontandomi con politica, Terzo settore e realtà territoriali». E lo ha fatto, è ancora Salis a parlare, «in un ambiente spesso dominato dagli uomini», dove «mi sono fatta strada con competenza e carattere, senza mai rinunciare ai miei valori». Se si dovesse partire, dunque, dai personaggi importanti che scommettono su di lei, il primo della lista è senz’altro Malagò, peraltro un nome a cui il centrosinistra spesso ha pensato per ruoli politici di vario tipo (ottenendo, finora, sempre dei rifiuti). Poi, naturalmente, c’è il mondo del cinema e dello spettacolo, portato in dote dal marito, il regista Fausto Brizzi (che cura anche la sua immagine sui social).