In base all'Accordo di Parigi, i Paesi firmatari sono tenuti a presentare ogni cinque anni obiettivi piu' ambiziosi dei precedenti per la riduzione delle emissioni di gas serra ma la scadenza di febbraio per presentare gli impegni nazionali (NDC - Contributo Determinato a Livello Nazionale) e' stata mancata dalla maggior parte delle nazioni. Finora solo in 69 su 194 hanno colmato la lacuna e il panorama e' abbastanza deludente. Intanto l'Unione europea - rappresentata in Brasile dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, si presenta a Belem con una proposta gia' firmata. Dopo lunghi negoziati, gli Stati membri hanno infatti approvato la proposta della Commissione che fissa per il 2040 un obiettivo di riduzione delle emissioni di Co2 del 90% rispetto ai livelli del 1990. All'interno della proposta approvata dalle capitali in vista della Conferenza sul clima, sono state inserite diverse flessibilita' per venire incontro a diversi Stati membri - tra cui un gruppo di dieci Paesi, guidati dall'Italia - che avevano espresso perplessita' sul testo inizialmente posto sul tavolo. Tra queste la possibilita' di utilizzare crediti di carbonio internazionali di alta qualita' per contribuire "in modo adeguato" al raggiungimento dell'obiettivo 2040, fino al 5% delle emissioni nette dell'Ue del 1990 - rispetto al 3% della proposta inizialmente avanzata dalla Commissione. La possibilita' di utilizzare i crediti partira' inoltre dal 2036, come nel testo iniziale, ma e' stato introdotto un periodo pilota tra il 2031 e il 2035. Tra gli altri principali Paesi inquinatori, l'India non ha ancora presentato i suoi impegni, mentre la Cina ha offerto un obiettivo al di sotto delle aspettative. Il gigante asiatico offre un'immagine fortemente contraddittoria: da una parte e' il maggiore 'imputato' nell'emissione di gas serra globali (oltre il 30%, dati 2024), ma dall'altra e' anche il piu' grande produttore globale di tecnologie pulite, installando piu' fonti di energia rinnovabile e immettendo sulle sue strade piu' veicoli elettrici di qualsiasi altro Paese (suo il 70% della produzione globale).