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Il rito della carne lessata servita con salse e contorni – legato a momenti di convivialità familiare – viene riproposto da due importanti ristoranti della città: da Vòce di Aimo e Nadia in piazza della Scala viene celebrato il martedì sera mentre da Giacomo Bistrot in via Sottocorno la domenica a pranzo, momento classico per la condivisione
L’autunno è la stagione del bollito. Una preparazione tradizionale dell’Italia padana, che sa si famiglia, di comunità, di calore: vari tagli di carne lessati e serviti dall’apposito carrello caldi, tiepidi o freddi e generalmente affiancati da verdure bollite assieme alla carne e da salse come il “bagnetto verde”, o da accompagnamenti come il purè di patate o la mostarda.
Ci sono naturalmente tradizioni differenti nelle diverse regioni e possiamo senza dubbio sostenere che le due regioni leader sono il Piemonte (con il gran bollito misto alla piemontese con la sua formula aritmetica: sette tagli, sette “ammennicoli”, cinque salsi, tre contorni al burro e quattro contorni lessati, oltre ovviamente al burro) e l’Emilia (con il gran bollito alla bolognese, fatto con le carni che si usano per il ripieno dei tortellini e con i classici insaccati locali, come lo zampone e il cotechino).






