Al Teatro Modena ha debuttato martedì sera “History of hate” (2025), secondo capitolo del progetto “Frankenstein_diptych” della compagnia Motus, incentrato sulla creatura immaginata da Mary Shelley nel 1818, oggi riveduta e diretta da Daniela Nicolò&Enrico Casagrande. Indipendente e complementare di “A love story” del 2023 in cui tutto coesisteva, il nuovo spettacolo accende il fuoco sulla rottura del meccanismo amoroso con prevedibili amare conseguenze tese a ridurre a mostro una creatura che non è nata cattiva, ma è diventata tale per l’incomprensione altrui. Grazie a un gioco di alternanza e sdoppiamento dei personaggi stessi, in dialogo con proiezioni su schermo, i livelli narrativi si mescolano e vengono relazionati ai giorni nostri, eliminando unità di tempo e di luogo senza perdere di vista il romanzo di Shelley.

Intensa l’interpretazione in scena di Tomiwa Samson Segun Aina (il navigatore Robert Walton) e Yuan Hu (sorella di Walton) insieme allo stesso Casagrande così come risulta toccante la presenza in video di Silvia Calderoni e Alexia Sarantopoulou (Mary Shelley). Walton e la sorella, in un pianeta compromesso dall’uomo, tra fiamme del fuoco prometeico, guerre e droni, trasmettono il disagio di solitudine, fame, rabbia e voglia di tenerezza radicale. Per questo “History of hate” spinge a una riflessione politico/sociale e conferma la cifra interdisciplinare di Motus che qui intreccia linguaggio del corpo, musica e arti visive a filmati recenti sulle coste calabre. E’ la storia d’odio della Creatura di Motus e, nel finale, con “non posso morire perché non ho mai vissuto. Esisterò per sempre” sovrappone la sua stessa voce a testimonianze e voci di giovani presenti in video. Coprodotto dal Teatro Nazionale di Genova, questo spettacolo resterà in scena fino al 9 novembre ma, nelle date 8 e 9 novembre, sarà presentato insieme con “A love story” nella formula Frankenstein_diptyc. Nonostante la costante fortuna e l’imperituro fascino per il Frankenstein della Shelley, la sala del Modena martedì non era gremita, forse proprio in attesa delle due parti previste insieme nel fine settimana.