È“Dracula” ad aprire in prima nazionale al Teatro Astra la stagione “Mostri” di Tpe, che lo produce e lo presenta da martedì 11 fino a domenica 30 novembre in uno spazio scenico rivoluzionato. Lì nulla appare al suo posto, dai corridoi che entrano a far parte del palco alla platea inedita. La regia è affidata ad Andrea De Rosa, la riscrittura della storia creata da Bram Stoker è di Fabrizio Sinisi, pluripremiato drammaturgo della Compagnia Lombardi-Tiezzi e consulente del Centro Teatrale Bresciano, da agosto in libreria con il suo primo romanzo, “Il prodigio” (Mondadori). Nato a Barletta nel 1987, Sinisi collabora da tempo in perfetta sinergia con De Rosa, per il Tpe ha già lavorato ai testi dell’“Edipo Re” e di “Orlando”. Qui ci racconta la sua versione del celebre vampiro, mito universale, simbolo di un’immortalità vissuta come condanna. Lo interpreta Federica Rosellini, Michelangelo Dalisi è van Helsing, affiancato da Marco Divsic, Michele Eburnea e Chiara Ferrara.

Come sarà questo nuovo Dracula? Da dove siete partiti?

«Per una stagione intitolata Mostri , la domanda non poteva che essere: perché Dracula è un mostro, cosa lo rende tale? Le creature dell’orrore basano il loro essere mostri sulla minaccia di toglierci la vita, è questo il terrore principale di ogni bambino. Nel caso del vampiro questa mostruosità è opposta, perché Dracula rende eterne le sue vittime. È il paradosso di un orrore che viene generato da qualcosa di opposto alla morte: una sorta di vita eterna».