Non è normale che l’associazione magistrati “occupi” la Corte di Cassazione – un’istituzione fino a prova contraria – per propagandare la tesi del no alla riforma della giustizia. E che magari la occupi – e senza virgolette – da tantissimi anni come propria sede e chissà a quale titolo e se gratis...
Fatto sta che è ciò che accade ed è oggettivamente grave. Lo denuncia il Comitato per il Sì costituito nelle scorse settimane presso lo studio del notaio Togna; la vicenda è portata alla luce dai vicepresidenti del comitato, avvocato Romolo Reboa e professor Fabio Verna, con una dichiarazione congiunta. I due giuristi hanno preso spunto proprio dalla presentazione del comitato per il no: «L’Anm è un’associazione di diritto privato con sede all’interno della Suprema Corte di Cassazione.
Non sappiamo in base a quale contratto e quale sia il corrispettivo per avere a disposizione tale privilegiata e prestigiosa location, ma riteniamo inappropriato che la stessa sia stata utilizzata per presentare il proprio progetto di un referendum per dire no alla legge costituzionale in materia di giustizia approvata dal Parlamento». E aggiungono: «La Suprema Corte di Cassazione è un luogo istituzionale, massima espressione del sistema giudiziario italiano, che ne assicura l’imparzialità attraverso il vaglio di legittimità.







