Dopo Romano Prodi, ecco anche Antonio Padellaro. In un’intervista rilasciata al Secolo d’Italia, il giornalista ed editorialista del Fatto Quotidiano mena fendenti contro l'attuale centrosinistra. Partendo da un dato di fatto ormai evidente - un’opposizione debole e frammentata - Padellaro denuncia il degrado del linguaggio politico e l’assenza di una proposta credibile. Come detto, il tutto in scia a quel Prodi che da Lilli Gruber, a Otto e Mezzo, ha affermato che, a suo giudizio, "la sinistra ha voltato le spalle all'Italia", per poi aggiungere che la "democrazia non è in pericolo", smentendo rovinosamente le sparate di Elly Schlein al recente congresso del Pse che si è tenuto in Portogallo.

Tesi sposate da Padellaro, secondo il quale l'opposizione "scivola nella scorciatoia dell’insulto", mutuando un linguaggio social che ha contaminato la politica. Padellaro non fa sconti: “Il linguaggio dei social, con la sua semplificazione aggressiva, ha contaminato la politica, che ha perso il senso della misura. Gli insulti sessisti o le battute da bar, come quella della ragazza pon pon rivolta a Giorgia Meloni, non servono a nulla. Voglio essere pratico e dico che non portano voti e che, anzi, indeboliscono l’opposizione", spiega al Secolo.