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Ultimo aggiornamento: 11:26

“L’iniziativa ‘La scuola non si arruola‘ non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel Ccnl scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016”. Con queste quattro righe, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha messo il bavaglio al convegno organizzato online per il 4 novembre dal Cestes (Centro studi trasformazioni economiche sociali, accreditato da viale Trastevere) in collaborazione con l’Osservatorio nazionale contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Più di mille insegnanti che si erano iscritti, godendo com’è previsto dalla Legge di un permesso giornaliero per formazione ai sensi del’ articolo 36 del Ccnl 2019/2, dovranno rinunciare a partecipare all’iniziativa.

“Si tratta – spiega a ilfattoquotidiano.it Silvia Bisagna che ha seguito l’organizzazione – di una grave limitazione alla nostra libertà di formazione. A questo punto vien da pensare che i nostri docenti non possano più parlare di violenza, guerra, Palestina?”. Il convegno non dev’essere piaciuto ai piani alti del ministero. Il programma prevedeva gli interventi di Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sul tema della “Cultura della difesa e militarizzazione dell’istruzione”; Luciano Vasapollo, direttore Cestes dell’Università La Sapienza di Roma che avrebbe parlato di “Una politica culturale del sociale per il mondo multipolare della pace”. A seguire Antonio Mazzeo, docente e giornalista su “Rearm Europe e militarizzazione del sapere” e poi Marco Meotto, docente e ricercatore sugli “Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia: dall’inizio del Novecento alla Palestina odierna”. Tra gli invitati anche Mjriam Abu Samra, ricercatrice e attivista italo-palestinese pronta a spiegare la “Critica decoloniale dell’accademia neoliberale”. Infine, Raffaele Spiga, di Bds Italia su “Boicottare il pensiero unico militare” e Tommaso Marcon, studente, Osa che aveva come tema “La militarizzazione della formazione, tra scuola gabbia e Valditara”.