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Ultimo aggiornamento: 14:22

Il gioco si fa ogni giorno più duro, questo governo non scherza e noi dobbiamo scherzare ancor meno di lui. La compressione degli spazi di democrazia rappresenta un disegno concreto, che transita attraverso la legge 80/25 (l’ex decreto sicurezza), il ddl 1627 (disegno di legge Gasparri), e oggi – infine – il grave episodio del divieto di formare e informare gli/le docenti, facoltà che un ente accreditato al Mim per svolgere la formazione è libero di esercitare nella maniera che ritenga più idonea.

Questi i macrofenomeni. Ma il cammino per l’affermazione senza contraddittorio del Pensiero Unico in salsa Melon-Salvini-Tajani passa attraverso una serie di atteggiamenti e dichiarazioni (dallo sparare a zero sulla magistratura – da ultimo la Corte dei Conti sulla questione dello Stretto – alla narrazione tossica di un governo vittimizzato dalla stampa, i cui spazi di libertà sono peraltro come non mai ridotti).

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha annullato il convegno organizzato dal Cestes Proteo (ente accreditato presso il Mim per la formazione) e dall’Osservatorio contro la militarizzazione della Scuola e dell’università, che si sarebbe dovuto tenere il 4 novembre con il titolo: “4 novembre: la scuola non si arruola”. Nella giornata dell’unità nazionale e delle forze armate gli organizzatori proponevano una riflessione sull’orrore di tutte le guerre, sulla pace e sulla pericolosa deriva cui scuola e università sono sottoposte attraverso la sempre più pressante presenza di tutto ciò che perimetra la guerra; un esempio per tutti – il più lampante, ma non l’unico – i rapporti con la Leonardo per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro. Da leggere con attenzione i documenti del Rearm Europe, che forniscono la cornice europea di questa violenta sterzata securitaria e bellicista.