Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 17:16

La mania di sorvegliare e schedare le scuole è ormai una necessità irresistibile per l’Esecutivo che ha istituito il ministero dell’Istruzione e del Merito (sic!) e per i partiti che lo compongono. In tre anni e mezzo di governo, innumerevoli episodi testimoniano il controllo che le forze di governo si sentono in diritto e dovere di esercitare sulla scuola della Repubblica. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa, quando – il 12 marzo – è stata depositata un’interrogazione parlamentare, il cui primo firmatario è Fabio Rampelli, Fratelli d’Italia, vicepresidente della Camera, insieme ad un’altra decina di colleghi di partito, in cui si denunciano 41 istituti scolastici che non avrebbero partecipato il 10 febbraio alle iniziative della Giornata del Ricordo, dedicata al tragico accadimento delle Foibe.

Il parlamentare, fedelissimo della presidente del Consiglio, ha stilato una lista degli istituti rei di aver ignorato la commemorazione, chiedendo al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, di procedere con le verifiche. In occasione del ‘Giorno del Ricordo’, si legge: “[…] il Ministero invita le istituzioni scolastiche, anche in considerazione della rilevanza attribuita al tema della ‘centralità della persona’ nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, a promuovere momenti di riflessione sul significato e sul valore della ricorrenza”. Sia detto tra parentesi: la centralità della persona è un principio di cui la Costituzione italiana (artt. 2, 3, 4, 32) è pervasa; la Repubblica, infatti, riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e si fonda sul lavoro come strumento di dignità e sviluppo. Perché, allora, questo sacrosanto principio è stato rimosso per quel che riguarda il genocidio a Gaza (che peraltro non è cessato) o la situazione in Cisgiordania?