PADOVA - Una grande passione per la terra e per quello che produce. Una passione che per Fernando Cavinato è diventata anche motivo d'orgoglio ora che il suo nome è legato anche a quello del girasole più alto del Padovano, che lui ha coltivato. O come le sue zucche giganti.
È sempre vissuto in campagna. Che cosa ha scoperto da bambino in questo mondo magico?
«Correndo tra campi coltivati e filari di viti, da bambino mi sentivo a contatto con una realtà che avrei voluto conoscere in tutti i suoi aspetti. Mi affascinava l'idea di scoprire da vicino il variegato mondo vegetale e animale. Mi piaceva vedere i vitellini crescere e conoscere ogni pianta: imparare il nome e le caratteristiche di ciascuna. Immergermi, insomma, in quel mondo in cui erano vissuti i miei familiari».
Come è nata in lei la passione per le viti?
«È nata percorrendo i vialetti nei campi costruiti dai filari di viti per osservare da vicino i grappoli d'uva, prima acerba, poi pian piano sempre più matura, pronta per la vendemmia. Le viti sono piante che danno una grande soddisfazione all'agricoltore: richiedono molte cure, ma alla fine ripagano della fatica compiuta. Nella cultura delle viti vi è la possibilità di scegliere tra molte varietà, con le quali sperimentare nuove qualità di vini. Posso dire che sono stato ripagato della fatica. I vini che producevo erano soprattutto Merlot, Cabernet Franc e Garganega».







