TREVISO «In questo condominio non si possono aprire B&b o fare locazioni turistiche». Le formule possono essere diverse, ma è alla fine è questo l’obiettivo della lotta - sempre più frequente - avviata da chi vive nelle palazzine della Marca per arginare la proliferazione di normali appartamenti trasformati in bed & breakfast e affittacamere per turisti. Tutto passa per le richieste di modificare il regolamento comunale. Solo la settimana prossima, per dare un’idea, il punto verrà discusso in più di un’assemblea di condominio nel quadrante tra il Put e la strada Ovest a Treviso. La via è percorribile: i regolamenti condominiali contrattuali, nello specifico, firmati da tutti i proprietari di ogni singolo appartamento, possono essere cambiati per vietare l’apertura di simili strutture all’interno delle palazzine. Ma con un requisito preciso: la modifica deve essere approvata dai condòmini all’unanimità.

«Le discussioni in questo senso non mancano. È una strada possibile - spiega Maurizio Ceschin, presidente di Anaci Treviso, l’associazione degli amministratori condominiali - ormai sono sempre di più i condomini che al loro interno hanno un appartamento destinato dal proprietario a locazioni di tipo turistico». Non solo. «Abbiamo richieste di modificare i regolamenti in questo senso - aggiunge l’amministratore condominiale Alessandro Zuin - oltre alla volontà di non avere come vicino chi fa affitti turistici, poi, ci sono anche richieste per impedire di aprire attività come ambulatori e così via». Alcuni residenti di un condominio di viale IV Novembre a Treviso, ad esempio, sono anche arrivati a rivolgersi al Tar contro la presenza di uno studio di medici di famiglia.