TREVISO - «Vietato aprire b&b o fare locazioni turistiche in questo condominio». Si moltiplicano le assemblee tra chi vive nelle palazzine per impedire la trasformazione di normali appartamenti in b&b e affittacamere per turisti. C’è chi non vuole una viavai di sconosciuti sul pianerottolo, chi teme disagi e, non da ultimo, c’è la paura che attività del genere possano deprezzare il proprio appartamento in caso di vendita. Così molti ora puntano a cambiare il regolamento condominiale per arginare un fenomeno considerato sempre più invasivo.
Negli ultimi giorni l’argomento è stato al centro di una serie di assemblee dei condomini nella periferia di Treviso. Ma nelle altre città del Veneto il discorso non cambia. Anzi. La via è percorribile. Per ottenere il risultato, però, è indispensabile che il regolamento condominiale sia contrattuale e che la modifica passi con il voto favorevole dei proprietari di ogni singolo appartamento. All’unanimità. Dopo l’approvazione per mille millesimi, inoltre, bisogna rivolgersi a un notaio. Non una procedura agevole. Ma tanti condomini stanno pensando di provarci. «Le discussioni in questo senso non mancano - conferma Maurizio Ceschin, presidente di Anaci Treviso, l’associazione degli amministratori condominiali - sempre più condomini al loro interno hanno anche un appartamento destinato a locazioni turistiche». Non solo. «Abbiamo richieste di modificare i regolamenti in questo senso - aggiunge Alessandro Zuin, amministratore condominiale trevigiano - così come per impedire l’arrivo di attività come gli ambulatori».







