SAN DONÀ - «È inaccettabile che D.B. possa fare il badante». È l’indignazione del sindaco di San Donà Alberto Teso, di Stefano Da Villa presidente di Ipab e di Michele Basso presidente di Isvo Impresa socio-sanitaria del Veneto orientale, che gestisce le due residenze sanitarie di San Donà. Era uno degli operatori coinvolti nella vicenda che aveva trasformato la “Monumento ai caduti” di San Donà nella casa di riposo degli orrori.
L’uomo 56 anni è stato condannato a otto anni di reclusione, ma nei giorni scorsi è emerso che facesse il bandate di una coppia di anziani nel Bellunese, avendo trovato lavoro tramite un’agenzia. I parenti degli anziani, insospettiti da alcuni suoi atteggiamenti, hanno scoperto della condanna digitando il suo nome su internet. L’uomo era stato arrestato nel novembre 2022.
«Il problema è l’accesso al casellario giudiziario – spiega Basso - la consultazione dev’essere gratuita per motivi di lavoro. È inconcepibile che accadano cose di questo tipo. L’accesso libero e la possibilità di consultare i precedenti penali sarebbero un’ulteriore forma di trasparenza e verifica. In alternativa servirebbe una banca dati a cui il datore di lavoro possa verificare. Nel Bellunese i parenti hanno compiuto una ricerca sul internet e per fortuna sono emersi i trascorsi. Ma è assurdo che accada questo. Una persona condannata può fare altri lavori, ma non a contatto con gli anziani».











