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Il Consiglio dei ministri può stabilire che l'opera risponda a un interesse pubblico superiore: così il progetto andrebbe avanti nonostante lo stop della Corte dei conti. Salvini: "La casta giudiziaria non ci fermerà"

Nessun passo indietro, nessuna resa. Il governo tira dritto, ancora più determinato nella realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il parere negativo della Corte dei conti ha scatenato i festeggiamenti della sinistra, ma l'esecutivo non ha intenzione di piegare la testa: vietato rinunciare a un'infrastruttura strategica per tutto il Paese. A Palazzo Chigi si sta già iniziando a lavorare per definire i prossimi passaggi e per rilanciare il progetto. In pressing Matteo Salvini, che ha subito avanzato un piano per non farsi fermare dalla magistratura contabile: una strategia politica in grado di uscire subito dal pantano per tornare a correre sulla grande opera.

Il vicepresidente del Consiglio, intervistato dal Corriere della Sera, ha puntato il dito contro la "casta giudiziaria" e ha parlato di "disperate invasioni di campo". Un pronunciamento politico che, secondo il segretario della Lega, non avrà alcun effetto sul futuro del Ponte: "Questi signori non ci fermeranno". E infatti il governo è nelle condizioni di andare avanti. Ieri sera Salvini ha sentito al telefono Giorgia Meloni, con cui ha condiviso la necessità di agire con fermezza e rapidità.