Trick or treat? Zucche, vampiri e zombie. Ma soprattutto gatti neri. Belli, bellissimi, eleganti. Cuccioli dal pelo color carbone sul quale spiccano solo gli occhioni gialli, antiche divinità e moderne vittime di qualche esaltato che confonde la notte di Halloween con l’ora delle (rinate) stregonerie. È allarme per i mici dal manto corvino, sono in pericolo questi batuffoli dal tono di pece: sta per arrivare l’ora più paurosa dell’anno, venerdì sarà tempo di mostri e scheletri ambulanti, c’entra niente che la festa fa parte della tradizione e della cultura americana, oramai è importata nel nostro Paese e no, non ci sarebbe nulla di male ma sì, se il risultato è questo, se mezza Europa deve correre ai ripari per salvare i suoi amici felini, allora qualcosa sta andando per il verso storto.

Esempio: l’associazione “L’amico fedele” di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) è una di quelle realtà di provincia che, con passione, si occupa di gatti e cani trovatelli. Fanno un lavorane, a “L’amico fedele”, e mettono sempre, ogni volta, le esigenze degli animali prima. «Parliamo di un problema risaputo», racconta al quotidiano locale Corriere adriatico la sua referente per le adozioni, Antonella Polini. Si riferisce a un fenomeno che è talmente esteso che «noi cerchiamo di scongiurarlo seguendo un rigido metodo di pre-affido»: quello dell’utilizzo, in questa particolare settimana, dei gatti e dei gattini neri per pratiche oscure, un po’ esoteriche, un po’ rituali, completamente crudeli.