Un lettore scrive:

«In occasione di Halloween, essendo avanti negli anni, vorrei condividere un ricordo di quando ero bambino nelle Langhe: in occasione del ricordo dei defunti c'era la tradizione di svuotare e intagliare le zucche e mettervi una candela accesa, si parlava di fantasmi e si bruciava una sostanza (che non ricordo cosa fosse) i cui vapori deformavano in senso fantasmico l'immagine del volto di chi si avvicinava. Era la "Not dle lumere", la notte dei lumi, e rivela che la tradizione celtica poi diffusa anche commercialmente dal contatto con le abitudini americane era ampiamente preesistente in Piemonte, e probabilmente anche in altre aree dell'Italia, ben prima della folkloristica diffusione dei tempi attuali».

Lodovico Benso

Una lettrice scrive:

«Se capisco bene dovrebbe funzionare così: i vigili devono multare chi parcheggia male, se in qualche modo mi intralcia, o se parcheggiano nella "Mia Ztl serale", ma non me, se l'ho lasciata in divieto "per pochi minuti o "per pochi centimetri" . Le piste ciclabili sono fantastiche, ma se si trovano sul mio percorso sono una sciagura, i ciclisti sono scriteriati e la causa di tutti i mali, ma se un giorno prendo la bici mi indigno se non vengo rispettato. Le auto selvaggiamente parcheggiate davanti alle scuole sono uno scandalo, ma se ho fretta per una volta si può comprendere. E si potrebbe andare avanti, ma la morale è chiara: a molti fa comodo fare i puri con il prossimo, salvo la piena indulgenza per se stessi. Cerchiamo di rispettare tutti le regole, così nessuno avrà motivo di lagnarsi e cerchiamo di comprendere che certe scomodità servono per farci sopravvivere in una città avvelenata dallo smog e da un dilagante menefreghismo verso tutto e tutti».