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Ultimo aggiornamento: 16:40

Ogni anno, puntuale come le zucche nelle vetrine, torna la domanda: Halloween o la Festa dei Morti? E ogni anno sembra impossibile affrontarla senza scivolare nei soliti moralismi o nelle nostalgie di un passato idealizzato.

C’è un modo diverso di guardare a questa apparente contrapposizione? Sì, un modo che intreccia educazione, memoria e bellezza, e che oggi trova nuova forza nella campagna della Fondazione TuttoèVita, guidata da padre Guidalberto Bormolini, uno dei punti di riferimento nel panorama della death education e dell’antropologia spirituale.

La campagna si intitola “I doni dei nostri morti” e nasce da un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: invece di riempire le case di scheletri di plastica e dolcetti industriali, potremmo riscoprire la tradizione siciliana di far trovare ai bambini piccoli doni simbolici, come se arrivassero dai propri defunti. Un gesto che unisce tenerezza e memoria. Un modo per tenere accesa la relazione con chi non c’è più, insegnando ai più piccoli che la morte non è sparizione, ma trasformazione.