MESTRE - Lo “scherzetto”, stavolta, lo ha fatto lui. Ai bambini pronti a mettersi in maschera, ma anche a quei genitori per i quali la festa di Halloween è diventata un appuntamento apparentemente imprescindibile, anche in tempi difficili - se non tragici - come quello che stiamo attraversando. «Rivendico il diritto alla “pietas” - spiega don Natalino Bonazza, parroco della chiesa di San Giuseppe in viale San Marco -. E riguardo al dovere della “pietas”, specie verso i piccoli e i più deboli vittime delle guerre, qui in parrocchia viene dato un segno chiaro: ad Halloween il patronato resterà chiuso».
Non solo il 31 ottobre. Don Natalino ha anche deciso di stoppare tutte le festine (compleanni o altro) che si terranno negli spazi del patronato dal 28 ottobre al 2 novembre compreso. «Io ho origini contadine - riprende il sacerdote -. Quando c’era un lutto nelle case si tenevano gli scuri chiusi, come segno del momento di dolore che si stava attraversando. Ecco, la prossima settimana prendetela come se la parrocchia tenesse gli scuri accostati, per avere un momento di riflessione». Una decisione apparentemente controcorrente in anni in cui, pure a Mestre, patronati della città hanno organizzato anche festine di Halloween, nonostante un silenzio carico di significati da parte del Patriarcato. «Tengo a precisare che la mia è una proposta autonoma e circostanziata - prosegue don Natalino -, ma insomma, per settimane si è parlato di bombardamenti, dei bambini uccisi a Gaza, un po’ meno dell’Ucraina, senza contare di quanto avviene in Africa, tra Yemen, Ciad, Nigeria, Sudan... Possibile dimenticare tutto nel giro di pochi giorni? Passare a queste tragedie ad un immaginario fatto di teschi, scheletri e quant’altro? Scegliere di non far passare tutto in cavalleria mi sembra un fatto educativo per i bambini ed anche per quegli adulti che ridono dei travestimenti di Halloween, e che mi preoccupano ancora di più. Non è solo una scelta religiosa, penso sia una scelta anche di civiltà. Ve lo ricordate cos’è successo nel 1991?». Ci dia una mano. «Scoppiò la Guerra del Golfo e il Comune decise di sospendere il Carnevale di Venezia appena iniziato. Sarà mica un problema fare a meno di questa festa nei giorni che coincidono anche con la celebrazione dei santi e la commemorazione dei defunti?». Una presa di posizione che, al momento, non registra casi simili in diocesi né, sull’altro “fronte”, sembrano per ora annunciate feste di Halloween in altri spazi parrocchiali (anche se a Carpenedo qualcuno li starebbe chiedendo). E don Natalino conclude: «Ripeto, voglio affermare il dovere della “pietas” di fronte alla moda festaiola. Domandiamoci perché siamo fatti così, perché non abbiamo più memoria. Neanche corta».









