Nel silenzio del salotto allestito per Halloween, il terrore ha colpito ancora. Non un fantasma, non un demone, ma qualcosa di molto più inquietante: un gatto nero di cartone. Per il gatto color zenzero Milo, nove anni e personalità da divo offeso, la scoperta di un rivale appeso al muro è bastata a scatenare l’apocalisse domestica. Coda gonfia come una spazzola industriale, occhi sgranati e andatura da ninja: Milo ha avvistato la sagoma nera di un felino “intruso” e ha deciso che in casa sua non c’era posto per due gatti.

Quando il nemico è bidimensionale

La scena si è consumata nel soggiorno di una famiglia di San Francisco, dove i preparativi per Halloween erano appena iniziati. Zoe, la sua umana, aveva appeso un innocente gatto nero decorativo alla parete, ignara di aver appena dichiarato guerra aperta al suo compagno peloso. Appena l’ha visto, Milo si è pietrificato. Poi, con la coda “gonfiata” in modalità panico e si è avvicinato a passo felpato, pronto allo scontro. Un colpo di zampa. Poi un morso strategico alla zampa del “nemico”. E infine, il trionfo: il falso gatto, impassibile e di cartone, è stato ufficialmente neutralizzato.

Quando la scienza incontra l’assurdo

Secondo gli esperti di comportamento animale, la reazione di Milo è del tutto normale. La piloerezione — il fenomeno del pelo che si rizza — serve ai gatti per sembrare più grandi di fronte a un pericolo. Peccato che, nel caso di Milo, il pericolo fosse una stampa da 2,99 dollari. Ma in fondo, chi siamo noi per giudicare? Per lui, quell’ombra nera rappresentava tutto ciò che di inquietante può esistere nel mondo: un altro gatto che non gli chiede il permesso di stare sul muro di casa sua.