Prima svolta all’inchiesta della Digos, probabili collegamenti con due azioni-fotocopia compiute in istituti occupati dagli antagonisti. Possibile la contestazione di aggravanti specifiche per i cori “W il Duce” e la svastica impressa durante l’ultima irruzione nel liceo scientifico. Il Pd: “Piantedosi informi il Parlamento”
La devastazione al Leonardo da Vinci dopo il rad squadrista
Genova – Il primo gruppo di squadristi è stato identificato dalla Digos grazie alle testimonianze delle vittime, ed è composto con ogni probabilità solo da minorenni, mentre altri devono ancora essere individuati. Soprattutto: si scopre che oltre al liceo scientifico Leonardo Da Vinci, altre due scuole dov’erano in corso occupazioni pro-Palestina organizzate da movimenti studenteschi di sinistra, sono state prese di mira nelle scorse settimane con azioni pressoché identiche nella dinamica a quella compiuta sabato scorso in piazza Manin, ancorché i riflessi nell’ultimo caso siano stati più gravi. Ricordiamo brevemente: gli aggressori, armati di bastoni e tubi Innocenti, hanno sfondato l’ingresso dell’istituto, distrutto vetri e arredi al grido di “W il Duce” e disegnato svastiche sulle pareti.
La polizia, sui cui tempi d’intervento sono in corso accertamenti perché gli studenti del Leo hanno ribadito d’aver lanciato l’allarme molto prima dell’arrivo delle pattuglie, si è affrettata nelle ore successive al raid a diffondere comunicati in serie nei quali si descrivevano “indagini a 360° gradi”, sostenendo con forza l’ipotesi che dietro l’azione ci fosse la gang giovanile dei “maranza”. E’ vero che esistono bande denominate in questo modo, finora attive in prevalenza e Milano e Torino e sovente dedite a episodi di criminalità comune; ma lo è anche il fatto che quel termine (riportato da alcune delle vittime ed evocato dal richiamo a un rapper vergato in una classe dai vandali) a Genova venga comunemente usato fra gli adolescenti per indicare in maniera molto più generica baby-bulli, spacconi e persone violente.














