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30 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:26
“In un mese a Genova sono state occupate decine di scuole per farci sentire. Ci cercano solo adesso”. Martedì sera, all’Istituto Firpo del quartiere Marassi, un gruppo di giovanissimi, sconosciuti agli occupanti, ha fatto irruzione e si è aggirato per le aule svuotando estintori ovunque. I riflettori politici e mediatici sono accesi sulle occupazioni genovesi da domenica scorsa, solo dopo le scorribande violente, e gli studenti non ne possono già più: “Indichiamo la luna e guardano la pellicina sul dito”. Attirano l’attenzione le ripetute aggressioni subite dagli studenti che occupano a opera di nutriti gruppi di loro coetanei. Prima dell’assalto avvenuto nella notte di sabato al liceo scientifico Leonardo di Castelletto, altri episodi analoghi, con esiti meno eclatanti, si erano verificati in altre scuole occupate come il Nautico San Giorgio della Darsena, il Bergese-Rosselli e il liceo Calvino di Sestri Ponente.
“È mezzanotte e tutto va bene”, si dicevano sabato al Leonardo, al termine di un pacifico dj set. Eppure poco prima erano arrivati messaggi poco rassicuranti: “Sono sull’autobus – aveva scritto un amico degli occupanti intorno alle 22.30 – è carico di gente che dice di andare al Leo a spaccare tutto”. Non sono un gruppo omogeneo e arrivano anche da altri quartieri, ma hanno deciso di convergere nel quartiere residenziale di Castelletto per assaltare il liceo occupato. “I ragazzi che facevano sorveglianza all’entrata – si legge nel report sui fatti della notte di sabato scritto dagli studenti – hanno compreso che la situazione stava diventando ingestibile e hanno fatto uscire tutti da scuola, iniziando a chiamare le forze dell’ordine“. Una resa alla violenza, armata di pali da cantiere, esibita da una trentina di coetanei esterni alla scuola: “Chi ha provato a ostacolare il raid si è preso anche degli schiaffi”, ammettono ora. In assenza di referti e denunce, il blitz passa per ora alle cronache come esibizione di vandalismo privo di aggressioni.











