Il giovane Holden Caulfield scappa dopo l’ultima espulsione dal college, l’istituto Pencey. Vaga per New York: lo a?iggono la solitudine, il tradimento subito dagli adulti, le sue risposte che oscillano tra il riconoscersi migliore e ilvolersi sentire peggiore. “A Pencey non forgiano un accidente, tale e quale come nelle altre scuole. E io laggiù non ho conosciuto nessuno che fosse splendido e dalle idee chiare e via discorrendo. Forse due tipi. Seppure. E probabilmente erano già così prima di andare a Pencey”.

L’intelligenza non basta, la sensibilità è un peso, l’incomprensione tra il ragazzo e il mondo è l’unica certezza. Il capolavoro di Salinger - si può finalmente usare il termine a proposito - in America stravolge lo sguardo benpensante per i figli ubbidienti degli anni Cinquanta. Rivoluziona il linguaggio con un gergo giovanile di di?cile traduzione e spiattella senza infingimenti sul muso di tutti, e ancora sul nostro, che crescere non è un’armonia delicata di incontri e di intenzioni ma spesso, e sempre più spesso, uno scontro con le realtà complesse. Le incomprensioni, il male-dire e il male-fare si annidano ovunque: non è necessaria una definizione sociale, una scatola di degrado in cui collocare le ruberie, il dolore, gli allontanamenti.