Caro direttore,
ci sono persone che non si possono dimenticare, anche se conosciute soprattutto attraverso i libri e una di quelle è Carlotta Guareschi. Venni a conoscenza della sua morte mentre mi trovavo a Sequals, il paese di Primo Carnera, per ricordarlo nell'anniversario della sua nascita, avvenuta il 25 ottobre 1906. Anche Carlotta abbandonò la vita terrena lo stesso giorno, ma nel 2015. In questi giorni ho avuto modo di pensare alla splendida figura di Carlotta che conobbi nel piccolo paese di Pradipozzo, nel Veneto, dove furono invitati i figli di Guareschi ad una manifestazione in ricordo del padre Giovannino. Proprio in quell'occasione incontrai per la prima volta i figli del grande scrittore. Costoro sono stati capaci di mantenere viva l'eredità letteraria e spirituale del padre con la pubblicazione dei suoi scritti e la raccolta di molti suoi cimeli. Guareschi durante la prigionia in Polonia ha scritto delle pagine in cui ricordava i figli che sempre ha amato e pensato, anche se molta distanza li separava. Carlotta abbracciò il padre per la prima volta all'età di due anni. Grazie ai figli il mondo guareschiano vivrà per sempre.
Emilio Del Bel Belluz
Treviso
Caro lettore,








