Ma sì, caro Guglielmo, pensare a te è come rivedere per l’ennesima volta quella gloriosa prima pagina della Cronaca di Roma di Repubblica, quella con i saluti dell’ex sindaco comunista Ugo Vetere, quella con la firma illustre del padre dell’ambientalismo Antonio Cederna, che nel 1982 già parlava di una città archeologica che doveva nascere ai Fori Imperiali, tanto per far capire il messaggio. E un pezzo a fogliettone sulle librerie da salvare. Sì, proprio il primo numero di una cronaca che hai firmato da capocronista per tanti anni. La Cronaca di Roma delle continue battaglie, contro la speculazione edilizia, contro la morsa del traffico, contro McDonald’s a piazza di Spagna, delle manifestazioni organizzate con Legambiente, dei grandi gialli, da Joe Codino al Canaro della Magliana, delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, ma anche del sangue del terrorismo.
E ora che Guglielmo Pepe a 77 anni ci ha lasciati, che ha lasciato i suoi adorati Norma e Federico, rileggiamo tutti un suo ultimo post su Facebook in cui scriveva che Repubblica per lui era “l’anima”, era “Bella ciao”. E scriveva anche: «Ho vissuto Repubblica per decenni, iniziando a collaborare dai numeri zero, alla fine del 1975. Quando, anni dopo il prepensionamento, il mio rapporto con il giornale si interruppe non cercai altre collaborazioni: Repubblica era la mia vita professionale e non volevo tradirla».






