Sfogliando l’archivio di Repubblica spesso spunta fuori la firma di Paolo Griseri. Compare nei racconti della Torino operaia, nelle analisi dei movimenti No Tav in Val Susa, nelle battaglie contro il lavoro precario e anche nella descrizione delicata degli ultimi. A un anno di distanza dalla sua scomparsa, amici e colleghi si sono trovati al Museo dell’auto per ricordare il pezzo di strada fatto insieme e per non dimenticare il suo impegno.
Addio a Paolo Griseri giornalista libero innamorato di Torino
di Andrea Gatta
Il modo garbato di intendere il giornalismo
Mentre sullo sfondo scorrevano le foto di una carriera formidabile, ne emerge il ritratto di un modo garbato di intendere il giornalismo. A partire dalla particolare capacità di ascoltare (e far parlare) tutti. «Aveva l’onestà intellettuale e l’intelligenza necessaria per dialogare sia con i sindacati che con Marchionne» ricorda Paolo Rebaudengo, già responsabile delle relazioni industriali di Fiat. «Due elementi che gli consentivano di essere credibile nei confronti di tutti» dice intervistato dal giornalista di Repubblica Stefano Parola.






