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Ultimo aggiornamento: 15:18

Una volta gli chiesero come sta cambiando il giornalismo. Lui, avvertendo dei rischi di andare dietro alla fretta del ritmo dei social, raccontò un aneddoto di quando era corrispondente del Popolo, il giornale della Democrazia Cristiana: “A Coltano venne Ciriaco De Mita. Uno dei colleghi delle agenzie gli chiese: che fa presidente, torna a Roma? Lui si fermò, si voltò e rispose: sì, vado a dimettermi. Successe davvero poche ore dopo. Io ero un giovane corrispondente e fui aiutato dai più esperti, ma i colleghi delle agenzie dovettero cercare un telefono a 4 km di distanza”. Domenico Mugnaini era rimasto sempre cronista: per lui comandava la notizia e infatti arrivava sempre primo, raccontano colleghi e amici. Da sei anni era direttore di Toscana Oggi, il settimanale delle Diocesi toscane. E’ morto oggi a 65 anni, da tempo era malato. Dodo, così lo chiamava chi lo conosceva meglio, lascia la moglie Barbara e i figli Andrea e Giovanni.

Carattere forte, pragmatico, di rara concretezza dal punto di vista professionale, iscritto all’Ordine già dal 1987, Mugnaini aveva iniziato a muovere i primi passi nel giornalismo proprio con Toscana Oggi. Corrispondente per Il Popolo dal 1987 al 1994, collaboratore di Avvenire, aveva svolto il praticantato a La Gazzetta di Firenze tra il 1989 e il 1991. Dal 1990 aveva iniziato la collaborazione con l’agenzia Asca. Dopo una collaborazione con il Gr2 Rai, dal 1993 al 1999 è stato caporedattore per la Cecchi Gori Comunications, guidando la redazione giornalistica di Canale 10. Dal 1999 al 2002 ha lavorato all’ufficio stampa del Comune di Firenze, nel 2002 è diventato redattore dell’agenzia Asca di Firenze. Nel 2004 è entrato come redattore nella sede Ansa di Firenze, di cui nel 2018 è stato nominato caposervizio aggiunto. Durante gli anni all’Asca e poi all’Ansa si è occupato principalmente politica ed economia, oltre alle grandi inchieste di cronaca nera e giudiziaria, come il processo per il mostro di Firenze, la Strage dei Georgofili, il naufragio della Costa Concordia e soprattutto, sin dal 1990, alle vicende legate alla banca Monte dei Paschi. Ha anche curato, nel 2015, l’ufficio stampa per la visita di Papa Francesco a Firenze e dal 2017 era nel cda dell’Opera di Santa Maria del Fiore mentre tra il 2019 e il 2022 è stato consigliere della Scuola di Arte Sacra di Firenze. Era anche consigliere della Fisc, la federazione che riunisce i settimanali cattolici d’Italia. Nel 2023 aveva ricevuto il premio giornalistico Pirovano-Liverani, organizzato dal Movimento per la Vita “per il suo impegno in difesa della vita”.