Pier Paolo Luciano era un «artigiano delle parole» ma soprattutto un giornalista e un uomo perbene. Lo dice chi ha condiviso con lui le interminabili giornate in redazione e anche chi ha percorso con lui solo un breve tratto di strada. Colleghi, amici e persone che lo hanno incrociato per il suo lavoro, come l’ex sindaco Sergio Chiamparino e l’ex vicedirettore di Repubblica Dario Cresto-Dina: tutti riuniti alla camera ardente allestita ieri a Collegno per ricordare Luciano, scomparso improvvisamente domenica 1° marzo a 65 anni.
Nato a Caraglio, aveva iniziato nella redazione di Cuneo de La Stampa. Dopo il trasferimento nella sede centrale del giornale a Torino, era passato a Repubblica e aveva guidato la redazione di Torino dal 2007 al 2022. Una carriera fatta di passione, rigore, precisione, migliaia di ore di lavoro e chissà quante e-mail di critiche. Ma anche aneddoti, dalla fede incrollabile per la Juventus, fino alla passione per la bici e alle corse nei viali del Valentino: «È stato un privilegio lavorare con lui perché era una persona straordinaria» ricorda Luca Ubaldeschi, con Luciano alla Stampa.
Il rigore, il ritmo, il quotidiano: una vita per il giornalismo. Addio a Pier Paolo Luciano






