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Ultimo aggiornamento: 8:44

Chi è il Napoli? Parlare di crisi d’identità per la squadra di Antonio Conte potrebbe sembrare troppo a fine ottobre, con la classifica di Serie A tutt’altro che negativa e l’avventura in Champions non certo chiusa al netto della mazzata di Eindovhen. Eppure, dopo il 6 a 2 di Champions, che arriva dopo la sconfitta con il Torino, dire che il Napoli è smarrito ci sta. Non ci si possono aspettare le scarpe da ballerina da una squadra del mister salentino, ma quella che gigioneggia e fa vincere il Toro, o che becca tanti gol e concede tante occasioni agli avversari a volte, troppo spesso in questo inizio di stagione, è incomprensibile.

Lo scorso anno il Napoli magari non brillava per spettacolarità, ma praticamente non concedeva agli avversari di entrare in area: vinse lo scudetto con la difesa migliore d’Italia e oltre. Nella serata nera di martedì gli avversari non certo irresistibili del Psv affondavano come il burro nella retroguardia azzurra: facendone sei, non due, non tre come l’Atalanta di Gasperini nel momento più buio del Conte I, ma sei! Manca Rrahmani. Vero. Ma occhio a non prendere un’unica assenza come alibi: si fece con Kim dopo lo scudetto di Spalletti e chiaramente non era quello l’unico problema.