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Ultimo aggiornamento: 9:46

Antonio Conte rivuole la sua vecchia squadra. E non solo in senso metaforico. Dopo la mazzata di Eindhoven, la sconfitta per 6 a 2 contro il Psv in Champions League, il tecnico del Napoli si presenta ai microfoni anche meno furioso di quanto si possa immaginare. Prima parla a SkySport , poi in conferenza stampa. Il filo rosso delle sue dichiarazioni però porta sempre a un concetto: i nuovi arrivi, nella convinzione dell’allenatore, sembrano aver danneggiato la sua squadra. Erano inevitabili, perché per affrontare Serie A e Champions servono riserve e ricambi all’altezza. Ma hanno rotto quel meccanismo interno che aveva portato alla conquista dello scudetto.

“C’è delusione, ma quando capitano queste situazioni non accadono mai per caso”, esordisce Conte. Che poi affonda subito il colpo: “L’anno scorso abbiamo vinto un campionato dove i giocatori si sono spinti oltre i limiti, avevamo compattezza in tutto e per tutto. Secondo me 9 giocatori nuovi sono troppi: noi siamo stati obbligati. Inserire 9 teste all’interno dello spogliatoio non è semplice”. È il primo caso di allenatore che si lamenta perché la sua società ha operato troppo sul mercato. Eppure sono arrivati giocatori importanti: Kevin De Bruyne e Rasmus Højlund ovviamente, ma anche Beukema che era titolare al Bologna, Lorenzo Lucca che gioca in Nazionale, oltre a Lang, Gutierrez, Milinkovic-Savic, Elmas e Marianucci. Una squadra rinforzata con un esborso complessivo di oltre 100 milioni di euro, ma per Conte non basta: “Quest’anno sarà complesso: non ci dobbiamo disperare”, dice.