La disfatta è servita. Ma se il 6-2 subito dal PSV è la fotografia sportiva del disastro, le parole di Antonio Conte in sala stampa sono la cartina di tornasole di una crisi che affonda le radici nello spogliatoio e nella mentalità

Antonio Conte con Kevin De Bruyne

Una vera e propria Caporetto, una disfatta che sia per le dimensioni clamorose del punteggio, sia per le modalità con le quali è maturata è destinata a lasciare un segno indelebile in negativo nella stagione del Napoli. Finisce 6-2 per il PSV ma il risultato sarebbe potuto essere anche più rotondo per gli olandesi. Il Napoli si dissolve in Olanda dove vive una serata drammatica, da vero incubo, in cui al di là della nettissima sconfitta evidenzia una fragilità tecnica, tattica e caratteriale che non può non far riflettere e gettare un'ombra sinistra sul futuro dell'intera stagione.

La squadra di Conte è continuamente sfilacciata, i giocatori non si aiutano gli uni con gli altri e commettono errori clamorosi anche in occasioni di giocate elementari che incidono profondamente sull'esito della partita. In qualche caso, soprattutto nel primo tempo, il PSV viene aiutato anche da un pizzico di fortuna, ma nella ripresa gli olandesi si scatenano e il Napoli scompare del tutto dalla scena. Dettagli, piccole imperfezioni, distrazioni a raffica: è un cocktail micidiale quello che condanna il Napoli a chiudere in svantaggio il primo tempo dopo aver trovato per primo il gol. E quel che si vede in questa fase della gara è la parte migliore di ciò che gli azzurri mettono in campo perché nella seconda frazione di gioco la partita si trasforma in un incubo senza fine. Nella fase iniziale della partita sfiorano il gol Lucca e De Bruyne, ma il PSV risponde con altrettante occasioni sciupate da Saibari e da Til. Dopo che Spinazzola manda il pallone a sfiorare il palo con un tiro ad effetto dalla distanza, il Napoli va in vantaggio. E' il 30' quando gli azzurri sfondano sulla sinistra con una percussione di Spinazzola che piazza il pallone al centro dell'area di rigore dove McTominay colpisce di testa e lo spedisce in fondo alla rete. Da questo momento, però, la squadra di Conte comincia a mostrare in maniera evidente la sua ormai cronica fragilità difensiva. La retroguardia azzurra, nonostante il rientro di Buongiorno, mostra troppo spesso indecisioni e posizionamenti sbagliati e il PSV, per la verità aiutato anche un po' dalla fortuna, ne approfitta.