PARMA. “La libertà è un elemento vitale per l’uomo, io ho alle spalle 44 anni di professione. Ma non voglio insegnarvi niente, solo portare la mia esperienza”. In look total black, semplice, umile e brillante, Ferran Adrià, genio assoluto della cucina internazionale, principe del mitico El Bulli, ristorante nella città di Roses, in Catalogna, è salito sul palco dell’auditorium Paganini di Parma davanti a un pubblico di oltre 200 studenti per l’inaugurazione dell’anno accademico XXII di Alma, la scuola di cucina più importante di Italia e una delle più prestigiose del mondo. Lo chef imprenditore, oggi simbolo della El Bulli Foundation (il locale ha chiuso nel 2011) ha interagito con la meglio gioventù dell’enogastronomia italiana, coloro che si preparano a scrivere il futuro della ristorazione. Un settore in forte trasformazione che mai come oggi ha bisogno di visione, pensiero, creatività ma anche e soprattutto di programmazione economica. È proprio questo il tema principe della letcio magistralis di Adrià, che non a caso parla di valore della materia prima, esportazione del prodotto, turismo enogastronomico.

Adrià con Franco Pepe (foto courtesy @ricciallajulienne)

“La cucina costruisce ponti fra popoli e persone, anche in questa fase critica che stiamo vivendo – dice il presidente di Alma Alberto Figna sul palco del Paganini – Il mio augurio per gli studenti è trasformare la conoscenza in esperienza e questa ultima in un gesto che ispira. Cucinare è dare forma al pensiero e offrire al mondo la parte più autentica di sé. Cucina è una forma di cultura, di impresa e di umanità”. Ed è in questo mix che si annida il futuro del settore, in Italia come nel mondo. È con questo spirito che negli ultimi anni il personaggio spagnolo, alla sua El Bulli Foundation ha affiancato il Madrid Culinary Campus (Macc), progetto universitario dedicato alla formazione gastronomica che porta avanti un modello che unisce cucina, scienze agrarie, innovazione e gestione aziendale. L’obiettivo è formare professionisti capaci di affrontare la gastronomia come disciplina culturale, economica e scientifica, superando il modello tradizionale delle scuole di cucina. Ferran Adrià svolge un ruolo chiave come mentore e consulente strategico del campus, partecipando alla definizione di un modello educativo sistemico e interdisciplinare. Adrià ha inoltre partecipato a eventi legati al progetto, come il congresso Madrid Fusión, con l’ambizione di promuovere il Macc come esempio di rivoluzione nella formazione culinaria.