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21 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:41
Ci sono domande difficili ma che alcuni familiari dei carabinieri morti nella strage di Castel d’Azzano hanno deciso di porre. Per fugare ogni dubbio, per capire se tutto si è svolto correttamente nel blitz notturno al casale dove vivevano i fratelli Dino, Franco e Maria Luisa Ramponi: “Serve fare chiarezza”, è la richiesta di Daniele Piffari, il fratello del luogotenente Marco, uno dei tre carabinieri deceduti nell’esplosione del 14 ottobre in provincia di Verona. Per questo si è affidato al legale Davide Adami.
Ci sono infatti domande rimaste sospese: “Bisogna capire come è stata organizzata la perquisizione e l’irruzione nella casa dei Ramponi e che cosa avevano in mano i militari per preparare il piano d’accesso al casale ma soprattutto se è stato fatto tutto il possibile per garantire l’incolumità dei carabinieri”, sottolinea l’avvocato al Corriere del Veneto precisando che “non stiamo puntando il dito contro nessuno” ma “vogliamo solo capire che cosa è andato storto”. Nessuna accusa, ma una richiesta di spiegazioni.












