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14 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:44

Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. Sono i due fratelli e sorella che nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 hanno saturato di gas il loro casolare a Castel d’Azzano, nel Veronese, e, secondo le prime ipotesi, con una molotov la donna ha fatto esplodere tutto mentre era in atto un tentativo di sgombero. Nella deflagrazione tre carabinieri hanno perso la vita e altre 15 persone sono rimaste ferite. Un triplice omicidio – ma ora la procura di Verona ragiona sull’ipotizzare la strage – per evitare che la loro abitazione fosse pignorata. Erano tutti e tre agricoltori e allevatori, con nessun legame al di fuori della famiglia. I vicini li descrivono tutti come “strani“, isolati e senza una rete di amicizie al di fuori del nucleo familiare.

La famiglia Ramponi era proprietaria di diversi campi della zona di Castel d’Azzano e come riferiscono i vicini sono stati tutti venduti per far fronte ai crescenti debiti. In loro possesso rimaneva solo il casolare, un appezzamento di terra e una trentina di mucche. La cascina, ormai fatiscente, non aveva un allaccio alla corrente elettrica e all’acqua potabile. I vicini raccontano come lavorassero quasi esclusivamente di notte, che vivessero solo del latte delle mucche e che fosse difficile vederli in giro.