La notte dell’esplosione a Castel d’Azzano si è consumata una tragedia che, secondo la giudice per le indagini preliminari Carola Musio, era stata pianificata con lucidità e determinazione. L’ordinanza di convalida dell’arresto per Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi descrive un quadro inquietante: una casa trasformata in trappola mortale, un piano orchestrato per opporsi con violenza all’ordine di sgombero.
Un piano premeditato
Secondo la gip, l’innesco dell’esplosione è stato attivato da Maria Luisa Ramponi, che ha acceso un accendino in un ambiente saturo di gas e cosparso di benzina. Ma il gesto non è stato isolato: i fratelli Franco e Dino avrebbero avuto un ruolo attivo e consapevole, contribuendo materialmente e moralmente alla strage. Le loro azioni, le minacce ripetute e la preparazione dell’ambiente confermano, per il magistrato, la volontà di provocare un’esplosione devastante.
Migliaia all’addio ai carabinieri la commozione del presidente
dalla nostra inviata Brunella Giovara












